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SOS NIBBEROS, BONO

domenica 15 aprile, 2018 ORE:07:30--17:00

Escursione n. 10

Località  Sos Nibberos (Bono)

Accompagnatori  P. Mameli, N. Campus, M.G. Cugia, P.Pandino, C. Deiana

 

SCHEDA TECNICA

Trasferimenti  Auto

Ritrovo

 ore 7.30  Via Budapest

 ore  9.00 ostello di Monte Pisanu  in prossimità della Caserma Forestale.

Percorso stradale

 Sassari – SS 131 bivio per Thiesi-Torralba direzione Regia Nuragica Sant’Antine – proseguire su SP 21 fino al bivio con SP 43, prendere direzione Bono.

Descrizione itinerario a piedi

l’itinerario consente la visita al monumento naturale di “Sos Nibberos” , la vetta “Sa Punta Manna” e  la Tenuta del M. Rasu in cui è possibile visitare l’ex Convento Francescano (attualmente in proprietà privata). Durante il percorso si incontrano almeno tre fonti di acqua sorgiva.

 

Il punto di partenza è stato localizzato in corrispondenza dell’ ostello  di Monte Pisanu (861 m slm)

Proseguendo a destra sulla ripida salita si raggiunge  dopo 700 metri la bellissima foresta di tassi (Taxus baccata) di Sos Nibberos  che per estensione (5,5 ettari) risulta, relativamente alla specie citata, la più grande d’Italia. Qui i tassi sono centinaia, maestosi e plurisecolari.

 L’area  ospita la formazione di tassi più estesa d’Italia. Il nome della località deriva dal corrispondente appellativo locale goceanino – niberu – con il quale viene chiamato il tasso, noto anche come “albero della morte” per via della tassina, un alcaloide velenoso, contenuta nelle foglie,la foresta E’ stata dichiarata “monumento Naturale” con il decreto n. 24 del 29 gennaio 1994 dall’Assessorato della Difesa dell’Ambiente della Regione Sarda ai sensi della L.R. n. 31/89. 
Rappresenta una formazione vegetale di notevole importanza scientifica, storico-culturale e paesaggistica popolata da tassi, pressoché millenari che raggiungono anche un metro di diametro e altezze sui 15 metri. La densità non è eccessiva eppure assicura una notevole copertura, poiché le chiome dei tassi risultano molto espanse: infatti, nei punti dove il popolamento è chiuso, il sottobosco è quasi assente. Qui vegetano centinaia di esemplari plurisecolari di tasso (Taxus baccata) – probabilmente anche alcuni patriarchi millenari, che hanno superato i 10 metri di altezza e una circonferenza del tronco di circa 2 metri – insieme agli agrifogli (Ilex aquifolium) tutti in ottima salute. Questo singolare popolamento è stato rilevato soltanto nel 1966 dal prof. Luigi Desole che lo fece così conoscere contribuendo alla sua valorizzazione e alla sua protezione..

All’interno dell’area lungo il corso del torrente è presente un raro endemismo botanico circoscritto a questa zona, il rovo di Arrigoni (Rubus Arrigoni Camarda) con caratteristiche molto diverse dal comune rovo (Rubus ulmifolius) quali, ad esempio una foglia molto più grande, rami tomentosi e meno spinescenti, una infruttescenza più piccola con i singoli frutti più grandi e meno dolci. 
Per le sue peculiarità l’area rappresenta un popolamento unico in Sardegna, le cui caratteristiche naturalistico-vegetazionali, non sono rigenerabili e quindi vanno rigorosamente tutelate nell’interesse di tutti. L’itinerario prosegue sino alla vetta più alta della catena del Marghine-Goceano – Sa Punta Manna (quota 1258) – raggiungibile, attraversando un bosco misto di roverella, leccio, agrifoglio e acero minore, dopo aver percorso l’ultimo tratto su una ripida salita lungo la quale possiamo ammirare una interessante vegetazione con elicriso ( Helichrysum italicum), timo erba-barona (Thymus herba-barona), scornabecco (Cistus salvifolius), e zafferano minore (Crocus minimus). Sa Punta Manna – riconoscibile anche perché vi è stata installata la stazione del SAR – è un notevole punto panoramico da dove è possibile osservare il Logudoro, il Meilogu, il Marghine, la Barbagia e lo stesso Goceano. La vegetazione delle aree culminali del Monte Rasu è caratterizzata dalle garighe a ginestra spinosa e si presenta interessante sia in relazione alla ricca componente endemica di questa formazione, sia in rapporto al dinamismo della vegetazione. Pertanto l’area è stata considerata di rilevante interesse naturalistico per il futuro Parco del Marghine-Goceano .continuando  attraverso i sentieri della forestale possiamo raggiungere l’ex convento francescano sito al centro della tenuta Giannasi di Monte Rasu – in territorio di Bottida.

Il convento di Monte Rasu fu edificato a quota 935 metri s.l.m. e viene considerato da alcuni storici il primo insediamento dell’ordine francescano in Sardegna. Forse fu fondato intorno al 1220 dal Beato Giovanni Parenti, discepolo di San Francesco d’Assisi, che guidò l’Ordine Francescano per dieci anni dopo la morte del suo fondatore. L’ipotesi appena citata si basa semplicemente sulla considerazione che le spoglie del Beato Parenti si troverebbero sepolte nella chiesetta del convento, così come risulta da un Codice cartaceo del 1384 conservato nella Biblioteca Bodleiana di Oxford, e questo sia una prova che egli sia stato il fondatore di tale convento. Il convento conserva dal punto di vista architettonico soltanto alcune strutture originarie, come le piccole celle dei frati o il particolare lavatoio in pietra. Nella seconda metà del secolo scorso alcuni ambienti sono stati adattati ad abitazione. Nel 1927 anche la chiesa ha subito dei pesanti interventi di restauro che ne hanno trasformato la struttura originaria. L’intero complesso fu acquistato nel 1898 dal famoso Pellegrino Giannasi, considerato il patriarca di Monte Rasu, che insieme alla sua numerosa famiglia rimise in piedi il convento che rischiava ormai il crollo dopo secoli di abbandono. In esso la comunità francescana vi rimase sino al 1769. Grazie al suo personale impegno e a quello dei suoi figli il complesso è stato restaurato e ogni anno, il 2 agosto e il 4 ottobre, si svolge la festa in onore del Santo che richiama sul posto centinaia di pellegrini.

Nel sito – interessante anche dal punto di vista paesaggistico – possiamo ammirare un esemplare plurisecolare di castagno (Castanea sativa Miller) che alcuni ipotizzano sia stato messo a dimora dai primi francescani insediatisi. Questo esemplare, di notevole interesse storico e scientifico, è alto circa 11 metri e ha un fusto, purtroppo oggi completamente cavo e aperto, della circonferenza (misurata ad un’altezza di 1,20 metri) di 13 metri ,si prosegue per Ucca ‘e Grile (quota 1025) – che segna il confine tra il territorio di Bono e quello di Bottida – per raggiungere la località di Monte Pisanu.

 

Tempo di percorrenza :   5 ore (pause escluse)

 Lunghezza : 10 km

Dislivello :  400 m.         

Difficoltà : T/E  

Tipo di terreno : sentiero, sterrata.

Interesse : Paesaggistico, Naturalistico

Segnaletica : segnaletica, omini di pietra, nastri colorati.

Avvertenze particolari :

 Mappa percorso e profilo altimetrico  vedere pianta

Nota: l’escursione potrà subire variazioni.

 

Buona escursione

gli accompagnatori

 

percorso foto-segnaletica

 

Norme di comportamento da tenersi durante le escursioni

Ogni componente del gruppo durante l’escursione starà  sempre  dietro l’accompagnatore, non uscendo mai dal sentiero, e ne dovrà seguire scrupolosamente le indicazioni;  il non attenersi vale come rinuncia implicita al nostro  accompagnamento ed alla assicurazione del CAI.

Cercare di non distanziarsi da chi lo precede. Se ciò fosse avvenuto e ci si trova incerti sul da farsi, fermarsi e aspettare l’accompagnatore in coda al gruppo.

Chi dovesse fermarsi per qualsiasi motivo (necessità fisiologiche, fotografie, ecc.) lasci lo zaino lungo il sentiero in modo che l’accompagnatore che chiude la fila dei partecipanti saprà che deve attenderlo.

Non si lasciano rifiuti di alcun tipo; i rifiuti si riportano a casa (anche quelli degradabili);

Ogni infrazione può essere motivo per l’esclusione alle successive escursioni.

 

Dichiarazione di esonero di responsabilità

Il Club Alpino Italiano promuove la cultura della sicurezza in montagna in tutti i suoi aspetti.

 Pur tuttavia la frequentazione della montagna comporta dei rischi comunque ineliminabili e pertanto con la richiesta di partecipazione all’escursione il partecipante esplicitamente attesta e dichiara.

  • di non avere alcun impedimento fisico e psichico alla pratica dell’escursionismo; di essere idoneo dal punto di vista medico e di avere una preparazione fisica adeguata alla difficoltà dell’escursione.
  • di aver preso visione e di accettare senza riserva alcuna il Regolamento Escursioni predisposto dal CAI, Sezione di Sassari e le norme di comportamento sopra richiamate.
  • di aver letto con attenzione la descrizione e la scheda tecnica della presente escursione (informandosi, quando il caso, con l’accompagnatore responsabile) e quindi di ben conoscere le caratteristiche e le difficoltà della stessa.
  • di assumersi in proprio in maniera consapevole ogni rischio conseguente o connesso alla partecipazione all’escursione e pertanto di esonerare fin d’ora il CAI sezione di Sassari e gli Accompagnatori di Escursione da qualunque responsabilità.

Dettagli

Data:
domenica 15 aprile, 2018
Ora:
07:30--17:00
Categorie Evento:
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