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Gruppo Seniores Thiesi Monte Mesu – Monte Frusciu

domenica 1 Maggio, 2022 ORE:09:00--17:00

Escursione Thiesi Monte Mesu – Monte Frusciu. Diff. T

Direttore di escursione e responsabile COVID P. Porqueddu

Accompagnatori P. Porqueddu  E. Muresu  S. Lampus

Località Thiesi Monte Frusciu-Monte Majore

Accompagnatori: Porqueddu -Lampus -Muresu

Prenotazioni: nunzia campus 3289022644

Partenza ore 9,00 precise Sassari parcheggio via Budapest

Oppure: Ittiri (fine della circonvallazione verso Romana ore 9,20).

Percorso stradale: Sassari-Ittiri; dalla fine della circonvallazione si prosegue verso romana e dopo circa 10 km.si svolta a sinistra fino a scollinare in località sa piarosa, (circa 2 km.) Svoltare ancora a sinistra per raggiungere, dopo circa due km, la grotta di monte maiore.

Tempo di percorrenza a piedi 4/5 ore

Lunghezza 6/7 km circa

Dislivello circa 140 mt.

Tipo di terreno: sentiero

Segnaletica: omini

La nostra meta: monte Frusciu-monte Majore

IL PERCORSO A PIEDI:

Si inizia a camminare in direzione est, verso l’altopiano di monte Frusciu lungo un sentiero, segnalato da omini, dove si può iniziare a vedere e sentire il profumo delle numerose piantine di lavanda; dopo circa mezz’ora si arriva a un punto panoramico dal quale è possibile vedere la bellissima valle sottostante di Badde Pramma immersa in un bosco di lecci che “custodisce” due rocce monumentali che, specialmente la sera, si tingono di rosso. Si possono altresì vedere : il monte Minerva , il monte Mannu di Montresta e il gruppo montuoso del Montiferru.

Si prosegue ancora lungo l’altopiano fino a raggiungere la grotta di Monte Majore che dovremo visitare; a tale scopo è indispensabile portare le torce. La visita durerà circa un’ora; subito dopo proseguiamo verso Monte Majore dove pranzeremo.

Grotta di Monte Majore Thiesi

Il nome esatto della grotta è Sa Korona di Monte Majore.

È documentata fin dall’inizio dell’800: è stata visitata da Massala (1805), da Peretti (1835) e da Valery (1837). È anche citata da Lamarmora (che però ammette di non averla vista, ma ne riferisce per l’abbondante presenza di guano).

La grotta è stata oggetto di scavi archeologici, in particolare da parte di Maxia, Lilliu ed altri, dagli anni ’50 del secolo scorso. Sono venuti alla luce importanti reperti della cultura di Ozieri.

L’area in cui è posta la grotta è caratterizzata dalla presenza di calcari miocenici (Miocene medio). L’altipiano fa parte di un gruppo di rilievi isolati, separati fra loro da fenomeni erosivi, rilievi che formano un ampio tavolato di origine marina, e di natura sedimentaria: i depositi sedimentari poggiano su un antico basamento costituito da vulcaniti (si tratta di emergenze basaltiche, di dimensioni minori, e cioè Monte Sa Rughe, Monte Pizzinnu, Monte Mitti e Monte Sa Figu: quest’ultimo di particolare importanza perché vi si trova una grotta da cui è visibile la risorgiva del corso d’acqua sotterraneo che attraversa la grotta di Monte Majore, ove è posto l’inghiottitoio del torrente).

La grotta è situata sul versante orientale del monte, a circa 540 m s.l.m.

È caratterizzata da un’ampia apertura.

Nel tratto iniziale il percorso è in leggera discesa, alla portata di quasi tutti. Superato il primo tratto, si accede ad un unico ampio (circa m. 60 X 30) salone fossile, cui fa seguito una galleria, percorsa da un torrente sotterraneo.

Lo sviluppo totale è di circa 300 metri lineari.

Giunti a circa 100 m dall’ingresso si ha una seconda pietraia in discesa, che porta, sulla sinistra, ad una diramazione con una splendida colata bianca e una polla d’acqua.

Da qui si segue un breve cunicolo, che sfocia in un secondo ampio salone a cupola, popolato da pipistrelli.

Da questo ampio vano è possibile ricongiungersi con il salone principale, che prosegue per altri 50 m, superando dei pozzi attraverso i quali si può scorgere (ma solo nella stagione invernale) il torrentello che va ad infilarsi nell’inghiottitoio e fuoriesce dentro la grotta.

Superati i vari pozzetti si giunge al termine dalla cavità, che termina con una vasca colma d’acqua.

La grotta è totalmente concrezionata, ed al suo interno è possibile ammirare una grande colonia di diverse migliaia di pipistrelli di varie specie, che si dispongono in prevalenza nell’ampia nicchia del salone principale.

Dopo il pasto faremo una bella passeggiata nell’altopiano in mezzo a un vasto bosco di lecci e, nelle parti esposte a nord, potremo vedere numerosi ciclamini, un’ampia superficie coperta di asfodeli, le antiche fondazione della chiesa di San Pietro nonché il nuraghe a corridoio di “Sa Caddina”.

Il nuraghe a corridoio “Sa Caddina”.

Si tratta dei resti di un protonuraghe, ovvero di una costruzione circolare che al suo interno aveva ambienti coperti con grossi architravi.

Non risulta essere mai stato studiato in modo approfondito.

Ne restano solo l’alto ingresso provvisto di architrave e la traccia del corridoio che attraversava l’edificio da parte a parte sino a raggiungere l’altra porta che sbuca sull’altopiano.

Il nuraghe è posto sopra l’omonimo riparone (si tratta di ampia rientranza di un costone calcareo, utilizzata dai pastori per il ricovero temporaneo di bestiame, e non di una vera e propria grotta).

È un protonuraghe (o pseudonuraghe) a pianta circolare ma con sviluppo interno “a corridoio”; questa almeno è la tesi del prof. Giovanni Lilliu che ne riporta la pianta nel libro “La civiltà Nuragica” a pag. 18 (IGM – 550 – indicato nelle carte).

Buona escursione


Dettagli

Data:
domenica 1 Maggio, 2022
Ora:
09:00--17:00
Categorie Evento:
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