Escursione con bivacco, a numero chiuso: tra le creste del supramonte di Orgosolo e Oliena
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Escursione su più giornate
Data: 9–10 Maggio 2026 - Ritrovo: Sassari, presso parcheggio Monserrato, fronte Tbreak ore 6,30
- Durata: 2 giorni
- Difficoltà: E-EE
- Dislivello: complessivo 1070m
- Accompagnatori: Giansalvo Pasquino, Mario Fenu, Vito Morea
Data: 9-10 Maggio 2026
Località: Supramonte Oliena- Orgosolo
Accompagnatori: Giansalvo Pasquino, Mario Fenu, Vito Morea
Prenotazione: Giansalvo Pasquino, al numero 3289693816, entro Venerdì 24 Aprile ( tempo utile per richiedere il servizio di trasferimento in fuoristrada da “Ottulu”, punto di arrivo, a “Tuones”, punto di partenza.) Il costo del trasferimento sarà di 30 Euro a persona. Si darà priorità secondo l’ordine di adesione.
Ritrovo: Sassari, presso parcheggio Monserrato, fronte Tbreak ore 6,30
Descizione dell’itinerario: Da “Tuones” si prosegue sulle ben nota sterrata che in breve consente di raggiungere la sella di Pradu (1200m.) , da cui si devia verso sud sul sentiero 401 SI, verso l’evidente cima del monte Corrasi (1463m). Si tratta della cima più alta dei Supramontes, da cui è godibile una vista a 360° su buona parte della Sardegna. Il massiccio è caratterizzato da un ambiente all’apparenza desertico e inospitale, che in realtà ospita una flora ricchissima, tra cui diversi endemismi e una fauna ben adattata, tra cui mufloni cinghiali, martore, volpi e rapaci come aquile reali e avvoltoi.
Dopo una breve sosta sulla cima si prosegue il sentiero in discesa in un ambiente sempre vario e mai banale, perdendo quota rapidamente fino a intersecare un altro importante sentiero, quello di “Scala Marras”, che conduce a “Tuones” per un altro versante. Siamo in prossimità di una zona meno impervia e più amena, che si apre gradualmente verso le vallate del supramonte interno, e che nasconde le rovine di numerosi insediamenti pastorali. Uno di questi, il cuile “Su Hordu” è stato riattato dai cacciatori locali ed è tuttora utilizzato come punto di appoggio.

Raggiunto il punto più basso di questa tratto, iniziamo nuovamente a guadagnare quota, segno che stiamo per raggiungere Punta Cateddu (1200m), che marca il confine con il territorio di Orgosolo. La zona si fa sempre più alberata e il sentiero scende gradatamente verso la fitta foresta primaria di “Sa Trempa Niedda”, dalla quale spunta come un’isola la vetta di Punta Solitta (1200m). Siamo arrivati all’importante valico di S’Arenargiu, dove giunge una sterrata percorribile solo in fuoristrada e dove termina la prima parte della nostra traversata. Siamo in prossimità del Rifugio di Fundales, in zona Murgugliai, dove passeremo la notte.

Il rifugio, di due camere, bagno e cucina è all’interno del bosco primario alla base delle creste. Ci sono due sorgenti di acqua ottima.
Il secondo giorno, per raggiungere il sentiero di cresta, che si sviluppa tutto nel territorio di Orgosolo, abbiamo la possibilità di percorrere la “Scala Duminiche” o rifare a bastone la sterrata che ci ha consentito di arrivare al Rifugio Fundales. La scala è più diretta e consente di risparmiare qualche km, la sterrata è più lunga ma più tranquilla. Si deciderà sul momento.
L’ambiente è comunque cambiato, i rocciai prendono il soppravvento, mentre alle quote più basse domina la lecceta primaria di Sas Baddes, tra le poche superstiti del continente europeo. Il sentiero, dopo un tratto relativamente in piano e aver attraversato Su campu Tundu e Su campu e Lollove’ inizia decisamente a salire in direzione di Fruncu Lollove’ (1391m) e poi Punta Sa Pruna (1416m). E ora possibile dominare tutto il supramonte, la gola del Flumineddu, il territorio di Urzulei e Baunei, la mole del Corrasi e il Gennargentu ormai vicino. Lasciata la croce di legno che segnala cima si inizia una lunga discesa, per riprendere però quota presso Punta Lolloine (1351). Così ancora in un paesaggio aspro e affascinante fino a raggiungere Punta Sos Cuzzos (1367). Ora si scende soltanto, perché la meta è vicina, ma non troppo facile da raggiungere. Si entra nel bosco e si rasenta la voragine di Adarre, dove vivono moltissimi geotritoni, e dopo un lungo attraversamento si giunge alla zona do Ottulu, caratterizzata dalla presenza di alcuni cuiles e da una fonte d’acqua. Qui in un ampia radura fuori dal bosco ci aspetteranno i fuoristrada che ci riporteranno a Tuones .
Interesse: storico, naturalistico, paesaggistico
Distanza e tempo di percorrenza: Circa 22km in 2 giorni (11km al giorno in 7 ore)
Dislivello:1070m
Difficoltà:E, EE
Tipo di terreno: : Carsico pietroso e tratti di foresta
Segnaletica: Cartelli indicatori in legno, bandierine CAI e omini
Avvertenze: Consigliato allenamento adeguato e scorta d’acqua (almeno 2 litri al giorno), si ricorda che nel rifugio dove è previsto il pernottamento è presente abbondante e ottima acqua. Necessario sacco a pelo e materassino, frontale, telo termico, un paio di ciabatte, eventuale power bank, accendino, coltellino regolamentare.
